Mi è stato fatto giustamente notare da una lettrice che durante l’assedio, ormai in corso da diverso tempo, sono entrati in scena un certo numero di personaggi, i quali per di più portano nomi piuttosto strani. Ho pensato quindi di fornire ai gentili lettori il breve elenco che trovate di seguito, nel caso vi torni utile per ricordare chi è chi.
Vorrei fare solo una premessa riguardo ai nomi dei personaggi, su cui mi riprometto di tornare in dettaglio in un secondo momento. Come avrete notato la scelta dei nomi dei personaggi non segue un criterio troppo coerente. Ci sono nomi italiani, francesi, bretoni, nomi con ortografie strane, arcaiche o sbagliate. Non sono stati scelti con il criterio della precisione filologica di Tolkien, e non posseggono ahimè nemmeno le qualità sonore e immaginifiche dei nomi di Lord Dunsany. Se ho attinto da diversi immaginari e tradizioni linguistiche differenti è per fare di un piccolo tributo alla Pietravento che abbiamo giocato al tavolo, io e i miei amici. Nelle nostre storie raccontate per gioco, l’improvvisazione ha rivestito un ruolo importante, e ciò che veniva in mente al narratore di turno e suonava abbastanza bene veniva accettato senza troppe discussioni da tutti i presenti. Diversi di questi nomi sono stati menzionati nelle nostre partite, alcuni appartengono agli antenati dei personaggi che abbiamo giocato noi. In qualche caso, talvolta minore, talvolta eclatante, dei nomi sono stati riadattati appositamente per la pubblicazione di questo racconto.
L’assedio di Pietravento, Dramatis Personae
Gli eroi di Pietravento
- Gunther Calcamare, noto guerriero proveniente dall’Arcipelago Ghiacciato. Primo gran maestro dell’Ordine del Narvalo, sodalizio di eroici cavalieri difensori di Pietravento. Morì nell’anno 1234 ad opera del mostruoso Narvalodonte dalle due zanne.
- Aldenulfo il Grasso, marito della Regina e Re di Pietravento fino alla sua morte nell’anno 1234. Per suo decreto reale fu fondato nell’anno 1220 l’Ordine del Narvalo.
I Cavalieri del Narvalo
- Edgar Fieroscudo, di Pietravento, il cavaliere risoluto
- Anguilème, il cavaliere pessimista, portò in battaglia lo stendardo dell’ordine
- La Fleur, il cavaliere colto
- Guadalbec, il cavaliere gigantesco
- Gwenvael d’Ysengrin, il cavaliere della Marca delle Fate
- (l’Ordine poi contava altri cavalieri che non sono stati menzionati)
Umili aiutanti dell’Ordine del Narvalo
- Ciarpalìn, maggiordomo dei cavalieri
- Raimon, Alboino, Goffredo, scudieri dell’Ordine e uomini d’arme
- Pangur, gatto bianco che vive alla casa capitolare dell’Ordine
Cittadini di Pietravento
- Rosmaro e Aquilardo, cugini del re e possibili eredi al trono. Parteciparono alla disastrosa battaglia alla porta di tramontana.
- Isidoro, il giovane biondiccio. Distante cugino dei due precedenti
- Halec lo gnomo, custode della porta di tramontana, uno dei numerosi gnomi che vivono in città
- Margherita la fornaia, donna manesca che sventò un attacco al bastione della Carretta
- Astolfino, ragazzino e allevatore di bestiame
I nemici da Selcevecchia
- Bovesin della Guivra, capitano generale e condottiero dell’esercito di Selcevecchia, la città da sempre rivale di Pietravento, cui pose il famoso assedio dell’anno 1234
- Ammiraglio Briareo, Messer Cornale, Maneguldo il Maresciallo, capitano Grisulfo, tutti ufficiali dell’esercito di Selcevecchia
- Con circa quindicimila tra fanti e cavalieri al seguito.
- In aggiunta, alcuni soldati non particolarmente bellicosi, provenienti da Bottafoco, città tradizionalmente in buoni rapporti con Pietravento.
Altri personaggi
- Borvo, leggendario fondatore della città di Pietravento e suo primo re. Fece sorgere la famosa città nei pressi di un menhir che si diceva portasse buona fortuna ai naviganti. Si dice che una delle pietre che lastricano la piazza centrale di Pietravento sia la sommità del menhir, che si rifiuta di sprofondare. Qualora dovesse essere sepolta del tutto, allora anche per la città sarebbe giunta la fine. Quale sia di preciso la Pietravento, tra le tante pietre del selciato della piazza, nessuno lo sa.
- La Secchia, una vile secchia di legno oggetto di contesa tra le lavandaie di Pietravento e Selcevecchia nei tempi antichi. Custodita, nel 1234 come pure tutt’oggi, nella casa capitolare dei Cavalieri del Narvalo, a Pietravento.
Credevo che la secchia fosse di latta! Non si finisce mai di imparare.
Accidenti, sai che non ci abbiamo mai pensato? In effetti quella volta avevi raccontato che si era pure ammaccata!